Per undici giorni a maggio, Cannes è la città più fotografata della terra. Poi le telecamere si ritirano, si arrotola il tappeto rosso, e un porto della Riviera torna a vendere pesce e ad affittare sdraio. Siamo venuti per la seconda Cannes quanto per la prima — quella che si apre quando il festival si chiude — e abbiamo trovato una città che porta la sua fama con leggerezza.
I. Il festival che ha fatto il nome
Il Festival di Cannes si tiene qui ogni maggio dal 1946 e in tre quarti di secolo ha trasformato una modesta località balneare nel sinonimo stesso del cinema. Il Palais des Festivals chiude l’estremità occidentale della Croisette; la sua scalinata rossa — la montée des marches — viene salita ogni sera da volti che già conoscete. In cima, la Palma d’oro; un film che la vince non è più lo stesso.
«Per undici giorni la Croisette è il marciapiede più fotografato della terra; gli altri 354 è solo un lungomare.»
II. Oltre il tappeto rosso
La Palma non è l’unica corona assegnata qui. Dal 2015 Cannes premia anche L’Œil d’or, il riconoscimento per il miglior documentario di tutte le sezioni. E se il festival vi lascia curiosi di sapere dove vanno poi quei film, Indian Point Film mappa il circuito dei festival del documentario, da Sundance all’IDFA.
III. La città gli altri undici mesi
Salite dal lungomare verso Le Suquet, la città vecchia: vicoli a gradini, una torre romanica quadrata, panni stesi tra le persiane. Il Marché Forville più in basso è dove si riforniscono i ristoranti. A venti minuti di barca dal Vieux Port ci sono le Isole di Lérins — Sainte-Marguerite col suo forte e la cella della Maschera di Ferro; Saint-Honorat, dove i monaci fanno vino da secoli.
La sera eravamo di nuovo sulla Croisette, un gelato in mano e nessuna anteprima da raggiungere, a guardare la luce farsi rosa sull’Estérel. La città famosa e quella ordinaria stanno nelle stesse poche strade; basta venire nella settimana giusta per distinguerle.