La Sorgue sgorga fredda e limpida pochi chilometri a monte e si divide in rami che attraversano L’Isle-sur-la-Sorgue da parte a parte — sotto le case, attorno alle piazze, inverdendo di muschio le vecchie ruote idrauliche. La città posa sulle proprie isolette, e l’acqua è ovunque si posi lo sguardo.
I. La città sull’acqua
Un tempo i rami muovevano le ruote di conciatori, tintori e torcitori di seta; una dozzina di ruote a pale girano ancora, lente e gocciolanti, lungo le vie. Fate il giro della città vecchia, attraversate e riattraversate l’acqua verde, e guardate le trote tenere il punto contro una corrente abbastanza fredda da trattenerle lì per tutta l’estate.
« Una città che galleggia sul proprio fiume, e non si asciuga mai del tutto. »
II. La capitale degli antiquari
L’Isle-sur-la-Sorgue è, dopo Parigi, la grande città dell’antiquariato di Francia — villaggi permanenti di mercanti attorno alla stazione, e la domenica un vasto mercato di brocante e pezzi pregiati lungo l’acqua. Due volte l’anno, a Pasqua e in agosto, i mercanti tengono una grande fiera che riempie l’intera città. Venite la domenica mattina per tutto il teatro della cosa.
III. La sorgente a monte
Seguite la Sorgue cinque chilometri a monte fino a Fontaine-de-Vaucluse, dove l’intero fiume esce dalla terra in un colpo solo — una vasca verde profondo ai piedi di una falesia, la sorgente più potente di Francia e una delle più profonde al mondo. Il poeta Petrarca vi visse accanto; l’acqua non è mai stata interamente sondata.